Teatro Veneto Vivo

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Il teatro veneto pareva giunto al capolinea – come quello di ogni realtà regionale – già negli anni Cinquanta del secolo scorso. Per oggettive ragioni di mutamento dello scenario sociale, non ultima la progressiva rarefazione delle parlate dialettali favorita da una maggiore mobilità delle persone e dall’aumento di una scolarizzazione e d’un benessere che si esprimevano, per forza di cose, in italiano. Ebbene: mano a mano che ci inoltriamo sempre più nel Duemila, constatiamo invece che la scena veneta è sorprendentemente viva e vivace. Così come la caduta della Serenissima non provocò l’oblio di Goldoni (né avrebbe potuto, data la levatura europea della sua lezione), e altri autori seppero poi affacciarsi alla ribalta, così l’attuale epoca “globalizzata” e allacciata attraverso la rete di internet non vede sparire, anzi, il nostro repertorio. È una scena dove si continuano a recuperare e a riscoprire i testi della (grande) tradizione, talvolta spingendosi persino ad affrontare il cinquecentesco Ruzante, poeta di levatura shakespeariana, oppure si importano e adattano copioni di provenienza estera, o ancora si riesce a crearne – e qui sta la scommessa più importante – di nuovi. In tal caso non soltanto agendo sul versante della memoria collettiva – il mondo contadino e paesano, l’emigrazione, le due guerre mondiali – ma anche guardando in faccia la realtà che ci circonda ora. Magari – anzi, di frequente – sostituendo in tal caso al vecchio salotto borghese una pedana da cabaret, e trasformando perciò l’osservazione e l’analisi del mondo, dei comportamenti, dei ruoli, degli individui, in una drammaturgia satirica sì, ma imperniata sui medesimi temi. E cogliendo allora, mutando forma e linguaggio ma non il contenuto, lo stesso risultato di un’arte del palcoscenico che non rinuncia a essere specchio del proprio tempo. Proprio partendo da tali premesse culturali è avvenuta la scelta dei titoli – e delle relative messinscene filmate – che formano la presente antologia. Dove non compaiono i nomi classici che si incontrano nei manuali di storia del teatro veneto quando affrontano il capitolo del “dopo Goldoni” fino alla prima metà del Novecento, ovvero i vari Bon, Gallina, Selvatico, Simoni, Rocca, Fraccaroli, Palmieri, ma opere che tracciano un percorso parallelo e testimoniano in che modo, oggi, il teatro veneto venga prodotto, recitato e fruito, intrecciando la curiosità di chi lo recita a quella di chi lo guarda. Sintetizzando, si potrebbe dire che qui si disegna una parabola comunicativa in grado di andare dal Risorgimento al Web lasciando che siano i veneti a parlare ai veneti, tra passato e presente.

Durata: minuti

Formato: DVD

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